CALCIO: Le pagelle di Giopet della prima giornata di Campionato

di Giorgio Petterin

Timau di Paluzza                                                              

Il fischio finale è una forbice che taglia. Una folgore arancio è sfrecciata davanti al Timaucleulis. Un barbaglio di luce. Un lampo che ha ridotto la partita dei timavesi a un’incompiuta. Quattro colpi di pugnale sono lampeggiati. Quattro stoccate che il Timaucleulis ha preso in pieno petto. Colpi portati al cuore. Ed è stato atterrato. Ma non ha mai dissimulato, non si è flesso. Non ha mai deposto la lancia. Si è buttato con furia corsara alla ricerca del risultato che alla fine come un miraggio è evaporato lasciando il Fus.Ca. intatto. Irraggiungibile. Massimi e minimi Il Timaucleulis ha poco da recriminare, se non su una punizione dalla distanza di Marvin Matiz che impegna seriamente Zozzoli, non sulla giustizia del risultato. Una sconfitta che ci può stare e che può essere salutare per ritrovare concentrazione e rabbia agonistica. Ora capiamo perché il Fus.Ca. ha vinto. E onoriamola: miglior gioco del momento; solisti e spartito. Squadra con prospetto da categoria superiore. Il Timaucleulis ha di che lamentarsi: squadra con numerose defezioni, tanto da far entrare il secondo portiere Pugnetti come giocatore di movimento; primi tre gol con dormita collettiva della difesa; il quarto Forgiarini ci mette del suo… Ma sono episodi che annegano nel mare di qualità che separano le due squadre. Ma il buon lavoro di Brollo non viene ridimensionato. Il Timaucleulis ha comunque confermato carattere. Ma a certi livelli non basta resistere, combattere e ripartire. Meglio scoprirlo subito per non farsi male con le illusioni. Brollo dovrà aumentare il tasso di classe in mediana e lo spirito offensivo del gioco oltre naturalmente a ritrovare una maggiore solidità difensiva. Fuori tutto Neanche due minuti e il Timaucleulis è già sotto: punizione dalla destra di Migotti, palla che spiove sul secondo palo, imperdonabile l’incertezza di Alex Puntel e Lo Vecchio che nello spazio di una piastrella lasciano a De Toni il piatto servito. Ecco la prima pugnalata. Da qui in poi, almeno fino all’uno-due in quattro minuti di Zamolo-Leschiutta, ad essere onesti, non è che il Timaucleulis dia l’impressione di avere il fiato corto. La partita diventa come l’attesa nervosa di due pistoleri con le mani sulle pistole. Il Fus.Ca. è come un serpente che si raccoglie nella cesta per mordere al collo appena può. Lo fa tenendo le linee compatte, esterni sempre presenti nelle due fasi, cercando di colpire senza sbilanciarsi troppo. Ma il serpente è subdolo. I fuseani sembrano un briciolo meno aggressivi del solito e il Timaucleulis prende campo e coraggio, poca roba s’intende, se non qualche angolo e alcune sgasate di Sandri. Ma è una trappola. Il serpente non chiede altro: in inferiorità tecnica non puoi permetterti regali, e così De Toni da sinistra libera Zamolo che trova il varco centrale e appoggia facile a due passi da Forgiarini. E tanto per cambiare quattro minuti dopo ecco il terzo gol fuseano che sgorga da una palla inattiva, perché tale è un calcio d’angolo. Leschiutta riceve corto l’angolo da destra, s’infila in area come una lama tra due panetti di burro Alex e Simone Puntel, e scarica violento sul primo palo. Tutto molto bello, però i demeriti timavesi sono stati evidenti. Uno: non si può subire un gol su un angolo corto, questo in assoluto. Due: non si può essere così blandi nell’affrontare Leschiutta, in particolare i due Puntel. Bravo Fus.Ca., bravissimo Leschiutta, ma analfabetismo difensivo del Timaucleulis in queste tre reti, troppi i biancocelesti catatonici, spettatori non paganti. Qui il Timaucleulis fa ricorso alla cosa migliore che ha: l’anima. Reagisce rabbiosa ma inerme e al 44’ si sente un sibilo sinistro nella cesta. È quello di Migotti che su punizione da metacampo coglie un imperdonabile Forgiarini fuori dai pali. Nella ripresa Brollo butta sul tavolo tutto quel poco che ha, Gobbi quel tanto che ha: il Fus.Ca. approfitta di fare il tagliando alla sua solidità difensiva e al gioco fraseggiato, non va più vicina al gol di quanto il Timaucleulis si avvicini al suo primo che arriva all’ultimo minuto di recupero con Di Ronco su regalo di Petterin: uno squarcio di celeste in troppo arancio Fus.Ca. Partita istruttiva per tutti, in fondo. Il Fus.Ca. con grandi potenzialità, il Timaucleulis sa di più dei suoi limiti. Il campionato sa che i soldati del sergente Gobbi fanno paura. Zac, zac, zac, zac: quattro squarci sulla maglia di Brollo. 

Le Pagelle di Giopet.

ALLENATORE BROLLO 5,5 Come nel famoso gioco della Settimana Enigmistica: scopri le differenze tra Timaucleulis e Fus.Ca. Facile, facilissimo, la diversità sta nello squilibrio tecnico. Il Timaucleulis è squadra strutturata per una media classifica, il Fus.Ca. per primeggiare e salire di categoria.
IL MIGLIORE M. MATIZ 6 Salviamo Marvin Matiz, ma nel primo tempo. I report dicono che le sue sono le cifre di uno che se non altro si è sbattuto. Molta corsa, tanta <<garra>>. Suo l’unico serio tiro in porta. Più o meno Marvin ha fatto il Marvin.
IL PEGGIORE A. PUNTEL 5 Di peggiori ce ne sarebbero parecchi. Non vogliamo gettare la croce addosso a Puntel, ma ha gravi responsabilità sul primo e terzo gol arancione.Passano i minuti e Puntel scompare, si inabissa, evapora senza colpo ferire.
FORGIARINI 5 Palloni alti e Forgiarini minato nelle sue solite insicurezze. Su quelle palle che piovono dal cielo, Forgiarini decide di non decidere e ciao, con partita che si mette in salita.
LO VECCHIO 5 De Toni e Leschiutta si palesano nei suoi territori, satanassi che poi convergono verso il centro. A tratti <<birillato>>. Lo Vecchio però non commette gravi loffiaggini se si eccettua quella dello 0-1. Resta nella cesta consapevole dei suoi limiti.
NETTIS 5 In mediana fanno le coperture con lo scolapasta, cioè prendono un buco dietro l’altro, però Nettis e Gortani non sono in sintonia e così creano distonie. De Toni-Leschiutta e Zamolo capiscono gli imbarazzi e vanno dentro come razzi (vedere secondo gol).
(PUGNETTI S.V. Entra a Babbo morto con il Fus.Ca. già bello pasciuto. Può un Pugnetti modificare l’ineluttabile destino? Non può).
GORTANI 5 Gortani in versione difensore arpionatore con momenti di durezza, ma anche di torpore accomodante. In realtà un Gortani ingarbugliato. Il ragazzo ha potenzialità, ma deve ancora crescere parecchio.
DI LENA S.V. Autoscontro con De Toni. La sua partita dura 10’ scarsi. Il tempo per dare un senso alla gara non c’è.
(S. PUNTEL 5 Confermato: il Timaucleulis ha la fase difensiva fondata su un panetto di burro. Simone Puntel difende con <<alegria>> brasileira).
BELLINA 5 Gioca a nascondino. Recita da attore non protagonista. Il Timaucleulis sugli esterni non sfonda, l’aggiramento ai fianchi non riesce. Appiattito sul tran-tran.
PETTERIN 5,5 Non è che lasci una traccia precisa sulla partita, però è dentro il sistema quando il Timaucleulis prova a ruggire per un qualcosa. Vedasi nel finale l’assist del gol.
CANDONI 5 Candoni insipido nella manovra e nella rifinitura. Al tiro non si vede. Normalizzato, non detta alcuna legge. Se si eccettua il tacco al quarto minuto di recupero per l’azione del gol-bandiera.
SANDRI 5,5 Il suo incipit pare promettente, una sferzata di attivismo, ma più passano i minuti più Sandri rimane senza rifornimenti, a mendicare opportunità che non arrivano. Stringi stringi in mano non gli rimane niente stretto com’è nella morsa Voltan-Iaconissi.
(J. DI RONCO 6 Sai che allegria entrare a farfalleggiare quando i tuoi sono sotto di quattro reti e i buoi hanno già lasciato la stalla da tempo… Ma almeno sgomita e anche segna).
Arbitro DI SALVO 6 La partita la tiene in pugno con pacatezza, senza gravi errori, non ci sono reclami sonori, ma alcune sbavature sì.