CALCIO: Le pagelle di Giopet della seconda giornata di Campionato

La 2^ giornata della terza categoria ci ha visti impegnati in trasfera contro il Verzegnis nell’anticipo giocato nela giornata di sabato 16 maggio 2026 alle ore 16,30. Ecco la cronaca e le pagelle a cura di Giorgio Petterin:

La cronaca
2^ giornata – Loc. Fontagnellas S. Stefano di Verzegnis, <Comunale>, sabato 16 maggio 2026, ore 16,30.

La partita è una meravigliosa fucina. Una babele variopinta, che regala stupori e dolori. Ma la gioia ha sempre la sua elegante euritmia. Samuel Micelli sorrideva felice. La sua rete è fiorita come una splendida ninfea nella palude. Lì il Timaucleulis si misurava con il dolore che incurva, flette. Come un vaso andato in mille pezzi. Un risultato che non cambierà più facendo rotolare i timavesi verso la sconfitta nonostante la luce abbagliante della battaglia. AGLI ANTIPODI La squadra di Brollo parte con la circospezione del cacciatore al primo safari della sua vita. Sa di rischiare la pelle e la cosa, c’è da capirla, un po’ lo turba: undici uomini che si fanno coraggio a vicenda ma sanno anche di aver studiato il manuale della sopravvivenza: come il cacciatore sa di dover tenere sempre la tigre a distanza di sicurezza, non perdendola d’occhio nemmeno per un istante, così il Timaucleulis osserva con attenzione tutte le regole tattiche necessarie per frenare il Verzegnis. Le due linee (una a cinque) equivalgono ai fuochi accesi attorno all’accampamento per chiuderlo alla tigre. Nulla di originale, sia chiaro: ma sul manuale di Brollo questo c’è scritto e questo loro fanno. A fare gioco è così il Verzegnis. Sprigiona la sua manovra offensiva, propone a ogni portatore di palla una gran varietà di alternative di gioco. Per sopravvivere, il Timaucleulis deve rinculare. Micelli è un giro d’aria di quelli che le mamme raccomandano la maglia di lana e un’aspirina preventiva. “La porta!” sembrano urlare Nettis-Morassi-Gortani dopo neanche dieci minuti: la prima conclusione è fuori (1’); la seconda è un “perfetto” retropassaggio di Baschiera che lo mette, come si dice, col sedere nel burro: solo davanti a Forgiarini, potrebbe persino prendere l’aperitivo al tavolo come faceva Calindri col Cynar, tanto il gol è scritto. Invece, sbatte sul portiere timavese (3’). Radina non ha parole. Non le troverà neanche poco dopo (7’) quando Forgiarini atterra in area lo stesso Micelli che poi stimolerà dal dischetto l’arte acrobatica del portiere capace di deviarne il tiro. Chapeau. Un peccato che il Verzegnis non ne esca con almeno un gol di vantaggio. Il Timaucleulis si alza intatto dalla sedia del dentista, ha tremato, ma è sopravvissuto senza mai chiamare la mamma. Complimenti. Non c’è effettivamente partita fino a questo momento, ma gradualmente il dispiegarsi feroce del Verzegnis va via via in calando, mentre sale l’ardente forcing timavese, che guadagna ogni metro a prezzo di sforzi indicibili, e finisce per prendere il sopravvento. È una superiorità nervosa, che si sente e che quasi produce la vendetta del cielo sul riccastro sperperatore: Alex Puntel imbecca dentro l’area Di Ronco che conclude malamente sul primo palo; Candoni svirgola da fuori una buona palla; Alex Puntel dentro l’area impegna non poco Graziano sul suo palo. RIPRESA La gente non s’è ancora risieduta in tribuna che la tigre agita selvaggiamente le zampe, sempre con Micelli: disimpegno errato timavese, Forgiarini saltato in uscita, e da posizione decentrata si fa murare dallo straordinario recupero di Morassi (3’); controllo eccellente su lancio di Copetti e pallonetto che si spegne sopra la traversa (5’). Il Timaucleulis che non dispone di dopolavoristi delle ferrovie, si sveglia e tira fuori tutta la propria cifra tecnico-agonistica e comincia a menar la danza, cosa che non andrebbe sollecitata. Ecco quello che succede, e la sensazione di pericolo torna a galleggiare per il Verzegnis. Non che il Timaucleulis faccia cose pazzesche: l’adrenalina vera è concentrata su tiro da distanza siderale di Alex Puntel che Graziano smanaccia in angolo. E passata questa che non è certo una tempesta, ma un venticello fastidioso sì, ecco la gioia dei verzegnesi: sempre Micelli, imbeccato da un lancio al limite dell’area, in sospetta (molto) posizione di fuorigioco, calcia sporco con traiettoria beffarda che scavalca Forgiarini e va a infilarsi sotto la traversa. Veementi proteste timavesi. Brollo che allarga le braccia, eh no, così no. Da qui in poi la gara si trasforma in una confusa offensiva del Timuacleulis e alcune ripartenze del Verzegnis che non producono nulla. Radina lascia il Comunale con un giustificato pugnetto di trionfo. Il Timaucleulis finisce in piedi, ed è questo che conta.

Le Pagelle di Giopet.
ALLENATORE BROLLO 6,5 Ha giocato a viso aperto. A sprazzi ha ricercato l’offesa. Non ha perso per manifesta inferiorità. Queste partite li aiuteranno a crescere. Al Timaucleulis va l’onore delle armi.
IL MIGLIORE GORTANI 7 Clima anni Sessanta – c’è molta difesa – e lo esalta. Gortani supremo baluardo difensivo, come una volta – un secolo fa – Picchi e Burgnich. Neppure Micelli fisicato e rapido lo imbarazza. Gortani esce bene da ogni intrigo e incrocio pericoloso.
IL PEGGIORE CANDONI 5 Vorrebbe, ma non ce la fa: forse pretende troppo da se stesso, forse ha troppa considerazione di sé. Lì avanti, a un certo punto, annaspa.
(SANDRI) 5 È giovane, d’accordo, ma è una sequela di scelte sbagliate. Sandri in versione ballo lento. Non riesce a rientrare un minimo in sé. Lo attendiamo.
FORGIARINI 7 Parate XXL: reagisce da campione allo sgorbio di Baschiera dopo 3’, e poi rimedia dal dischetto al suo di sgorbio (atterra Micelli). Senza di lui il passivo poteva diventare da codice rosso dopo una decina di minuti.
BASCHIERA 6 Esordio stagionale. Pomeriggio di fatica. Perde alcuni palloni perché preso in mezzo dalla polpa avvelenata verzegnese: ma è sufficiente, va’.
(LO VECCHIO) S.V.
NETTIS 6,5 Ballerino come tutti in avvio di primo tempo: pause che lasciano perplessi, ma poi va a disturbare anche d’anticipo. Arrivano Micelli o Copetti? Cambia nulla: ignifugo e d’acciaio.
MORASSI 6,5 Le consegne sono: a uomo su Micelli. Lo soffre come succederebbe al 99% dei difensori centrali del campionato. Ma ha il possesso della macchina, il fisico XXL che quasi tutto gli consente. E quel recupero a portiere superato. Le sbavature non producono danni.
ESPOSITO 6 Qualche scossetta in fascia, piccole correnti d’aria, e il Verzegnis starnutisce. Esposito di lotta ma anche di poco governo, ne esce fuori in qualche modo.
(S. PUNTEL) S.V.
M. MATIZ 6,5 Corsa, personalità e buona volontà. Non si risparmia mai, è uno di quelli che osa sempre salpare. Gestisce ripartenze e possesso palla.
G. MATIZ 6,5 Ha un certo “peso” e ne ha passate di ogni, esperienza lì in mezzo, il carisma è una delle risorse principali. Partita da astuto e imbattuto.
A. PUNTEL 6,5 Mobile e imprescindibile. È quello che ci prova di più, va una volta vicino al gol, ma non è questo il punto: piace per come sgomita, rientra, rincorre.
(MORO) S.V.
J. DI RONCO 6 Qualche volta si perde, poi si ritrova, ma l’impressione di forza e dedizione resta e non si fa pregare se c’è da tirare, ma zoppica sull’occasione più pulita davanti a Graziano. Di Ronco comunque sul pezzo, ringhiando con mestiere.
(PETTERIN) S.V.
ARBITRO FACHIN 5 Molte le situazioni in cui non convince, sia dal punto di vista dell’interpretazione dei falli che in quello della gestione della gara. La rete di Micelli su tutte: fuorigioco o non fuorigioco, pur in buona posizione, è imperdonabilmente distratto.

Nell’ immagine di copertina il portiere Paolo Forgiarini.

CALCIO: L’anticipo del sabato a Verzegnis

articolo di bruno Tavosanis pubblicato su canico.it: https://www.carnico.it/2026/05/16/che-fatica-per-il-verzegnis-con-il-timaucleulis/

” VERZEGNIS-TIMAUCLEULIS 1-0

GOL: st 27′ Micelli.
VERZEGNIS: Graziano, Filippo Fior (24’st Mauro), Roccasalva, Mazzolini (32’st Boria), Angeli, Monai, Zanirato, Frezza (9’st Pascolo), Micelli, Copetti, De Barba. All. Giacomino Radina.
TIMAUCLEULIS: Forgiarini, Baschiera (38’st Lo Vecchio), Nettis, Gortani, Morassi, Giacomo Matiz, Esposito (43’st Simone Puntel), Marvin Matiz, Jacopo Di Ronco (32’st Petterin), Alex Puntel (41’st Moro), Candoni (23’st Sandri). All. Alberto Brollo.
Arbitro: Fachin di Tolmezzo.
Note: ammonito Copetti, Pascolo e Di Ronco. Angoli 8-3 per il Verzegnis. Recupero: 1’+6′.

di BRUNO TAVOSANIS

VERZEGNIS Pronostico rispettato nell’anticipo della Terza Categoria, con la squadra di Radina che resta a punteggio pieno e il Timaucleulis costretto ad alzare bandiera bianca come accaduto domenica scorsa con il Fusca (non proprio amico il calendario per i “Caprioli” in queste prime giornate). Che fatica però per il Verzegnis, costretto ad attendere fino quasi alla mezz’ora della ripresa per trovare il vantaggio, firmato da Samuel Micelli, che fino a quel momento aveva mancato più di un’occasione, rigore compreso. Una prova sottotono in generale per i neroverdi, mentre il Timaucleulis ha fatto la sua onesta partita e se fosse uscita dal campo con un punto, certamente nessuno si sarebbe scandalizzato.

Parte forte il Verzegnis, con Micelli che dopo 3′ impegna Forgiarini. Passa un minuto e lo stesso portiere mette già il lanciato capitano neroverde. Fachin assegna il rigore, batte lo stesso Micelli e il portiere ospite si supera distendendosi sulla sua sinistra e mettendo in angolo. Al 15′ clamorosa occasione mancata dal Timaucleulis, con Di Ronco che si presenta solo davanti a Graziano calciando sull’esterno della rete. La formazione di Brollo ci crede e 2′ dopo è Candoni ad avere tra i piedi un buon pallone, ma la conclusione è da dimenticare. Nel finale di frazione Graziano ci mette del suo nel respingere la botta di Alex Puntel. Il primo tempo si chiude in parità, con un Verzegnis che fa fatica e un Timaucleulis che tiene benissimo il campo, riuscendo anche a rendersi pericoloso nelle ripartenze.

La ripresa si apre con il destro dopo 20 secondi di Copetti, con Forgiarini che blocca a terra. Al 3′ Micelli va via in velocità, salta anche Forgiarini, si defila, cerca un dribbling per cercare il pertugio per il tiro ma è bravo Morassi a frapporsi da terra, mettendo il pallone in angolo. Al 5′ bella occasione anche per il Timaucleulis con la conclusione di Alex Puntel sulla quale Graziano è molto bravo a respingere in angolo. Le azioni si susseguono e al 6′ Micelli, solo davanti al portiere, prova a superarlo, ma alza troppo la mira mandando sopra la traversa. Al 15′ è Esposito ad avere un’opportunità, con la girata da pochi metri che finisce alta (non una conclusione semplice, comunque). Al 27′ il Verzegnis passa con Micelli, che si avventa su una palla vagante in area e calcia, Forgiarini intercetta il pallone, che si impenna e termina beffardamente la sua corsa in rete, con il Timaucleulis che protesta lamentando una posizione di fuorigioco del numero 9. I biancazzurri non si arrendono, Graziano respinge con i pugni la botta su punizione di Marvin Matiz, ma il risultato non cambierà più.”

CALCIO: Le pagelle di Giopet della prima e terza giornata di Coppa Carnia

1^ giornata – Paluzza, <<Comunale>>, domenica 19 aprile 2026, ore 16,30

Le Pagelle di Giopet.
ALLENATORE BROLLO 6 Timaucleulis non sempre bello, ma combattente e “quasi” vincente. Emergenza dietro, ma bene in partita fino agli ultimi cinque minuti del primo tempo. La ripresa è da ipotesi, si procede a strappi e scossoni. Ma l’impianto c’è ed è solido.
IL MIGLIORE M. MATIZ 6,5 Sfacciato e produttivo. La lotta anche da scintille. L’insistenza nel non mollare nemmeno un filo d’erba. Stampa inviti filigranati.
IL PEGGIORE CANDONI 4,5 I dolori del “giovane” Candoni. Di lui si ricordano solo due tiracci da brivido. Come un neomelodico in un rave.
PUGNETTI 6 Primo tempo da pulsante del panico: uscita bassa e pallone consegnato a Englaro che lo risparmia. Poi quello che può lo fa, e lo fa bene su Giacchetto e Lorenzo Urbano.
C. BELLINA 6 Non deve invitare la più bella di scuola, deve portare il pallone un po’ più su, e lo fa in bene e in male. Tiene la posizione.
MORASSI 5,5 Cerniera chiusa, ma su jeans strappati.
I. MATIZ 6 Non scade nella cattività. Quando il Paluzza è nel suo momento migliore sembra una canna al vento, ma non si spezza.
L. MAIERON 6 Cammina sull’orlo del burrone senza cadere. Mini impulsi a sinistra (ESPOSITO S.V. Prova le gomme).
A. PUNTEL 5,5 Come le luci dell’albero di Natale: a intermittenza e consuma moltissima energia. Pomeriggio con poca aria di festa.
G. MATIZ 5,5 Poca preparazione, girovita ingrandito. Esperienza e falegnameria (subito ammonito). Ma il suo movimento lascia aperto il buco dentro cui si lancia Giacchetto per l’1-1. Dura lex (SANDRI 5,5 18 minuti: dentro il campo, ma mai dentro la partita).
MORO 6 Un piede capace di trasformare la noia in stupore: 0-1. Poi sbadigli e illusioni fino al cambio (J. DI RONCO 6 Come la maglietta della salute, si rende utile).
DI LENA 5 Sconta il peccato originale del gol sbagliato: la palla che Marvin Matiz gli mette aveva il diritto dovere di metterla dentro. La sua dilapidazione è un crimine contro il calcio. Errore che pesa sulla coscienza di Di Lena. Ma tranquilli, segnerà (MENTIL 6 Sembra l’amico che non chiami da un po’ al calcetto, indeciso se mettere il broncio o spaccare il mondo. Sceglie la seconda, ma riesce solo a provarci).
ARBITRO FACHIN 6 Su qualche episodio non vede sempre bene, ma la partita non offre episodi al limite.

3^ giornata – Timau di Paluzza, <<E. Mentil>>, domenica 3 maggio 2026, ore 16,30

di Giorgio Petterin

Timau di Paluzza
Non era la serata ideale per smettere di fumare, né lo sarà per le prossime domeniche visto gli impegni che aspetteranno i timavesi. Malgrado ciò, si lascia l’Emidio Mentil con addosso la sensazione di euforia del pericolo scampato, perché nel cuore di questa ventilata e primaverile giornata, il Timaucleulis ha portato la sua gente a fare una passeggiata all’inferno, venticinque lunghi minuti di apnea mentre un sabba di fantasmi passati e presenti danzava in campo come se Halloween fossi qui e adesso. E il bello è che ha saputo uscirne vivo. CONTROLLO STERILE Il Comeglians è molto mobile fin da subito, un organismo vivente che dal nucleo centrale Dorigo – Della Pietra – Cristallini si allarga in tutte le direzioni con l’obiettivo scoperto di arrivare in fretta ai tre davanti. La fase difensiva del Timaucleulis si è dimostrata come una parete liscia con pochi appigli che ne facilitino la scalata: Valle – Maieron (poi De Luca) – Vuerich faticano ad allargare crepe vistose con i loro movimenti di rientro e ripartenza da destra e sinistra lasciando rapidamente capire che le qualità della loro interpretazione non saranno così millesimate. Il Timaucleulis chiude gli accessi, rischia poco, ma appena qualcuno conquista il pallone cerca l’uscita in avanti in palleggio nella speranza che Petterin – Candoni e Di Lena riescano a distillare qualcosa. E tutto questo controllo sterile dei comeglianesi crea uno scherzo da preti da parte del Timaucleulis che vanno a guastargli il match al 18’: Bellina trova un canyon nel quale si infila Di Lena che parcheggia l’1-0. Incassato il gol, il Comeglians comincia a sbandare e va in tracollo, perché il Timaucleulis risale la corrente, non più <<infognata>>: prima Di Lena fallisce il raddoppio da buona posizione, poi Candoni mostra la sua arte controllando sulla sinistra pochi metri fuori dall’area e sentenziando di destro all’incrocio il corto disimpegno della difesa biancorossa. SEGNALI CELESTI Il Comeglians al rientro in campo accende subito i fuochi sulla trequarti timavese, tanto che una rasoiata di De Luca dopo dieci minuti infila Forgiarini, e il Timaucleulis come avvolto sotto una cappa di calore incessante e avvolgente, non trova più quella manovra, quegli schemi, ma soprattutto occasioni. È il 2-1 – inatteso e feroce – e con quello la paura di un patatrac: roba da chiamare la Protezione Civile. Ci sono momenti in cui i biancocelesti restano passivi in totale balia dell’aggressività avversaria, non riescono a salire dalla propria area di rigore. La difesa sbuffa e arranca, ma bene o male tiene. Il Timaucleulis patisce in modo evidente il blocco dei terzini e delle punte che non riescono a dare ossigeno alla squadra, com’è logico che sia. Ma chiari segnali celesti ci sono in giorni in cui il destino è dalla tua parte. All’ultimo minuto di recupero Petterin apre il varco per Candoni che sentenzia dopo aver saltato Benedetti in uscita. Vittoria che vale la legge biblica del <<partorirai nel dolore>>. Brollo è saggio e saprà trarre il meglio da questa vittoria. Contro il Comeglians un successo del genere lo puoi portare a casa, ma se il livello si alza, e nelle prossime due domenica ci saranno Fus.Ca. e Verzegnis, diventa dura. CONTRADDIZIONI Il Comeglians deve fare i conti con le sue contraddizioni. Può una squadra che ha premuto, insistito, arrembato, non quagliare come doveva? La vecchia favola della cicala e della formica. Chi “cicaleggia” neppure pareggia, questa è la morale.

Le Pagelle di Giopet.
ALLENATORE BROLLO 6,5 Sprazzi di recita a soggetto, ma si è intravista aria di solfeggio. Meglio non fare gli schifiltosi: si accontenti, l’importante era vincere. Perché chi vince ha sempre ragione e merita dei voti alti, anche se non è oro tutto quel che luccica. Certi buchi neri del Timaucleulis restano.
IL MIGLIORE G. MATIZ 7 Una partita da diario di avventura: corse, botte, tackle, duelli aerei, palloni persi e riconquistati La battaglia, i suoi rumori: l’ecosistema del <<Jack>>.
IL PEGGIORE L. MAIERON 5 L’insostenibile leggerezza del (non) essere. Gravi errori di tocco e di posizione, cui segue di peggio (S. PUNTEL 6 Prova a tenere la testa fuori dall’acqua, ci riesce).
FORGIARINI 6 Nessuna parata vera. Zero miracoli. Comunque lucido sempre. Tranne quella mezza incertezza nel recupero in pieno caos-assedio comeglianese.
LO VECCHIO 6 Corre e rincorre, si applica, come gli studenti che hanno voglia di imparare
NETTIS 6,5 Coinvolto anche lui nello squarcio irreparabile del 2-1. Unica disattenzione nell’economia di 94 minuti ad alta concentrazione. Nettis sicuro e affidabile.
GORTANI 6 Guai muscolari lo costringono a uscire dopo un tempo, ma il ragazzo è tosto, mangia l’erba e la polvere. Una sicurezza. Da tenere d’occhio (SANDRI 5 destra e poi a sinistra: non trova un posto in campo, sbatte qua e là come una falena).
BELLINA 6 Srotola un red carpet per Di Lena. Attiva i razzi e lavora per la collettività, ma troppa imprecisione.
A. PUNTEL 6,5 L’uomo col triplo incarico: in mezzo al campo come un vecchio leone in gabbia. Contrasta, riparte, smista. Sbaglia anche lui, ma per sfinimento.
PETTERIN 6 Brollo lo rimette in vetrina. Si intravedono sprazzi di istinto e giocate da pelle d’oca nella “propria” area. In mediana nei venti minuti finali. Dribbling da maghetto sul terzo gol, ma il resto della sceneggiatura è senza incantesimi.
CANDONI 7 Se i segnali erano quelli delle precedenti partite si stava belli freschi. Ma Candoni capisce che qui bisogna fare la storia e rieccolo ispirato. Quello dei gol mai banali. Un colpo da cine-biliardo: posizione, stecca e buca d’angolo (alto). E Candoni non è più ranocchio.
DI LENA 6,5 Rieccolo dopo due partite di tormenti. De Crignis è ancora lì che lo rincorre per evitarne l’1-0. Prova incoraggiante. In tutta onestà di più non si poteva chiedergli. Resuscitato. Speriamo (SELETTO 5 Come le case degli ecologisti: a impatto zero).
Arbitro CASALENA 5,5 Direzione senza un filo conduttore costante. Non convince in particolare nella valutazione di alcuni falli e sembra interpretare il regolamento a modo suo. Poco lineare.

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